In ricordo di Silvia Capecchi – un’altra donna uccisa dall’Industria del Cancro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

E’ passato un anno e dobbiamo/vogliamo ricordare Silvia Capecchi, l’ennesima donna uccisa dalle “cure” invasive a base di interventi chirurgici, chemioterapia e radioterapia.
Silvia aveva un tumore, ed era stata indirizzata, come capita alla maggior parte delle persone, dalla propaganda medico-capitalistica verso la mutilazione e l’intossicazione chemioterapica e radioterapica.
Silvia è stata violentata psicologicamente dalla dialettica di un sistema falso e assassino che costringe i cosiddetti “malati” ad entrare in un circolo vizioso da cui spesso si esce solo con la morte.

Silvia è stata tenuta all’oscuro del significato reale della “malattia” o del “sintomo” in generale e del tumore in particolare.
Silvia non ha avuto la possibilità di informarsi liberamente sull’Igienismo, sul digiuno/semi-digiuno, sull’alimentazione disintossicante, ecc.
Silvia non ha incontrato Medici con la M maiuscola come Giuseppe Cocca, Michela De Petris, Franco Berrino, Franceso Oliviero,… nè tantomeno liberi pensatori come il “filosofo della salute” Valdo Vaccaro.

Silvia probabilmente ha ascoltato più volte quella sentenza medica, basata sul dogma, che recita in sintesi: “hai il tumore, devi morire”.
Silvia è stata vittima del dogma.
Il dogma non lascia scelta, esclude a priori ogni alternativa, elimina il libero pensiero e ogni forma di vera ricerca scientifica.

Medici che diffondono il pensiero dogmatico e antiscientifico basato sulla propaganda e che non tengono conto delle prove di efficacia e della letteratura scientifica sono colpevoli e dovranno rispondere prima o poi (ci auguriamo più prima che poi) del loro comportamento, soprattutto se tale comportamento è voluto e mirato al mantenimento dello status quo e di certi privilegi di casta.

Nel ricordare Silvia, noi ricordiamo tutte quelle persone, quegli uomoni/donne/anziani e bambini sistematicamente torturati da azioni dogmatiche e prive di fondamento scientifico che l’Industria del Cancro attua a danno dei pazienti e contro la Vita.

Nel denunciare l’assassinio di Silvia noi ci uniamo al cordoglio dei suoi familiari, parenti, amici e tutti coloro che hanno sofferto insieme a Silvia e che gli sono stati accanto fino alla fine.

Giuriamo in suo onore di non arretrare mai di un passo nella lotta al Monoteismo Medico Liberal-Capitalista.

Per concludere vi consigliamo di guardare la seguente intervista del 2015 di Silvia, di cui abbiamo riprodotto il testo per dar modo di studiare a fondo il dramma vissuto da questa Donna (che è il dramma di ogni malato a cui viene negato il diritto alla Vita) e le falsità che vengono imposte da un regime sanitario che fa invidia all’Inquisizione pontificia.

Come stai?
Non troppo bene… sono con gli antiepilettici e da venerdì scorso che mi hanno fatto la radioterapia me li hanno raddoppiati.
Fosse per me dormirei e basta, però ovviamente non si può, quindi faccio anche altre cose, con molta fatica, però le faccio, non mi arrendo.

Facciamo un passo indietro, mi racconti Silvia da dove si parte?
Si parte dal 2011, quando vado a fare una visita perchè avevo un nocciolino al seno, a maggio del 2011 si scopre che è un carcinoma infiltrante duttale… ora io non te la so dire tutta la sigla; comunque un cancro, il g4 è quello più cattivo il mio è g3, quindi siamo appena sotto.

Da lì cosa hai fatto? Come hai proceduto?
Praticamente mi hanno fatto un intervento di mastectomia totale, quindi mi hanno asportato tutto il seno destro, ma essendo cattivello loro giustamente hanno detto facciamo sei cicli di FEC, che è chemioterapia, per essere sicuri e scongiurare che nessuna cellula, mentre ti hanno fatto l’intervento, sia scappata e riparte.

Tante volte io ho sentito parlare di chemioterapia, anche con storie vicine. Mi racconti che cos’è tecnicamente?
Praticamente te arrivi nell’ospedale, è una cosa che fai in day hospital, ti siedi in una poltroncina dove ci sono dei macchinati accanto, tutti collegati, ti attaccano una flebo, e c’è una sostanza, che è la tua chemioterapia personale, perchè ognuno ha la sua, che ti iniettano e ci devi stare, io per esempio ci stavo 2 ore.

Quando hai terminato quei cicli di chemioterapia?
L’ho iniziati il 25 agosto 2011 e li ho finiti il 9 dicembre 2011.

Poi dal 2011 al 2015 succede della roba, e prima di queste…
Alla fine per me era tutto OK, io ero tranquilla avevo fatto la chemio, il tumore era tolto, apposto.
Soltanto che innanzitutto il primo effetto collaterale veramente brutto della chemioterapia è stato che mi è venuta la tubercolosi.

Ma la tubercolosi non era sparita?
No, in città è pieno, ci sono persone magari che entrano in un autobus e te ne contagiano…

E poi da lì?
Curata la tubercolosi hanno visto che c’era un nodulo che non gli piaceva e di lì purtroppo è venuto fuori che era una metastasi ai polmoni.

Che cos’è la radioterapia stereotassica?
E’ una radioterapia cibernetica.
Se tu hai una lesione di 3 per dirti ti va a prendere solo lei e intorno non fa quei danni che la radio normale invece fa.
Quindi è migliore.

E allora perchè non si fa tutti quella?
Perchè, ti spiego, tu la puoi fare, ma il tumore è una malattia sistemica, tu levi una metastasi qui e se lui è in giro ne fa un’altra di là.
Non ci volevo credere però purtroppo è così.
Io avevo una metastasi al polmone l’ho trattata, infatti la mia era 3 cm mentre ora è 1 e mezzo, quindi ha risposto benissimo alla radioterapia, però poi mi son venute nel cervello, quindi non basta bisogna anche purtroppo fare la chemio.
Purtroppo te lo dico proprio con tutto il cuore.

C’è stata una raccolta fondi, che è andata bene, la cifra non era alta, ma è stata subito raggiunta, mi racconti per che cos’era?
Io ho scoperto questa GCMAF, questa cura che viene dalla Francia ed è un immuno terapia.
Perchè se tu vai a farti la chemioterapia è ovvio che il tuo sistema immunitario andrà a farsi benedire.
Bisognerebbe provare a tentare di tutelarsi il più possibile, se è possibile.
Avendo trovato questa GCMAF, che è una cosa che ti va a compensare mentre in quel momento il tuo corpo viene fra virgolette devastato dalla chemioterapia, io ho detto ma perchè non provare a farla.

Perchè lo Stato in Italia non la passa?
Se io vado in Francia e mi trasferisco lì sei mesi me la passano.

Però devi stare a vivere sei mesi in Francia.
Quindi mi ci voleva forse ancora più soldi, 6000 non mi sarebbero bastati mai.

Tecnicamente in cosa ti aiuta il GCMAF?
Ti tiene alte tutte le tue difese immunitarie.
Di modo che quando tu ti fai la chemioterapia primo senti meno gli effetti collaterali, tu ce la fai ad alzarti, ce la fai ad andare fuori, puoi andare a fare la spesa, magari non è che vai a ballare però forse fai una vita abbastanza decente, ecco perchè la voglio fare.
Per evitare di arrivare alla fine della chemioterapia e mi buttano via.

I 6000 euro raccolti per la GCMAF che periodo ti coprono?
Dai 6 agli 8 mesi.
Se fosse per loro si dovrebbe fare un anno però io ho detto non posso chiedere… un anno si comincia a parlare di tanti soldi.

Ora vedi un po’, perchè se funziona particolarmente si può rifare un’altra raccolta, non c’è nulla di male.
Volevo fare anche questo video sempre per ringraziare perchè io non smetterò mai di ringraziare voi perchè mi state dando la possibilità di avere un’opportunità, non si sa ovviamente come finirà, però almeno a sapere che io per me, per la mia Vita ho potuto fare tutto quello che potevo fare per provare a restare almeno sono contenta di poterlo dire.
Speriamo.

Grazie Silvia.
Grazie a te.

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